Descrizione
Chiaroscuro – Interpretazione di un delitto è molto più di un giallo: è un viaggio nelle zone d’ombra dell’animo umano, ambientato tra i silenzi e le luci soffuse di una Torino elegante quanto enigmatica.
Quando un omicidio sconvolge l’élite artistica della città, Edoardo Lodovici – ex ispettore dal passato irrisolto – viene trascinato in un’indagine dove nulla è come sembra.
Tra segreti sepolti, intuizioni mancanti e un passato che torna a bussare, ogni passo verso la verità si trasforma in una corsa contro se stessi.
Con una scrittura incisiva e atmosfere cariche di tensione, Chiaroscuro tiene il lettore incollato fino all’ultima pagina. Perché il vero enigma non è solo il delitto… ma ciò che il delitto riesce a risvegliare.
Prefazione di Daniele Giannazzo.
Foto di copertina: Ugo Lo Pinto – Membre ADAGP – Paris


Davide –
Una volta iniziato, non riesci a staccarti
C’è tutto quello che cerco in un libro: ritmo, atmosfera, personaggi ben scritti. Chiaroscuro ha qualcosa che ti tiene agganciato. Ogni pagina è cinematografica, sembra di vedere un film ambientato in una Torino elegante e misteriosa. Copertina stupenda. L’autore ha davvero colpito nel segno!
Daniele –
Un thriller che mi ha tenuto incollato sul lettino sotto l’ombrellone. Da subito sembra di immergersi tra le vie di Torino, tra un colpo di scena e l’altro. Un bel connubio di emozioni e suspense. Non vedo l’ora di leggere altre storie con questi personaggi.
Stefania –
Mi sono imbattuta per caso in questo giallo e, non conoscendo l’autore, non sapevo bene cosa aspettarmi,ma sono rimasta piacevolmente sorpresa! La scrittura è coinvolgente, il protagonista ricorda un Sherlock Holmes più umano e autentico, e l’ambientazione torinese dona un fascino particolare alla storia. È stato un piacere immergermi nel mistero e scoprire una voce nuova così promettente. Consigliatissimo!
Antonella (proprietario verificato) –
Ho assistito alla presentazione del libro al Salone di Torino e ho deciso di comprarlo. Giallo appassionante e ben costruito sin dalle prime pagine!
Ho molto apprezzato la caratterizzazione dei personaggi che l’autore ha reso davvero autentici, mettendo in risalto luci ed ombre dell’animo umano.
Lasciatevi portare dall’ispettore Lodovici in questo viaggio tra arte mistero con lo sfondo di una splendida Torino.
Paolo –
Ho acquistato Chiaroscuro lo scorso anno al Salone del Libro perché mi aveva colpito la copertina e ho avuto modo di leggerlo solo ora, a un anno di distanza. Che dire, complimenti all’autore per un esordio così!
Edoardo Lodovici entra in scena con la sicurezza di chi ha già visto tutto ma che sa che stavolta c’è qualcosa di diverso. Simone Carbone ti cattura dalla prima pagina e non ti molla più.
Quello che mi ha convinto di più è stato il ritmo: non accelera quando non serve, non gonfia le scene, la tensione si accumula e solo alla fine ti accorgi che hai divorato il libro.
Edoardo Lodovici è un protagonista scritto bene: ex ispettore, passato non risolto, consulente per la squadra mobile, convive con Davide e il gatto Klimt. Torino fa il suo lavoro in modo discreto, è atmosfera, non sfondo: puoi percepirla per tutto il romanzo.
Un giallo che funziona perché forse l’autore ha capito una cosa semplice: il delitto è il pretesto, non il punto, che diventa capire ogni personaggio che guarda la verità da un angolo diverso. Ho chiuso il libro con la voglia di sapere che cosa farà Lodovici la prossima volta. Complimenti!
Francesca (proprietario verificato) –
L’ho comprato perché cercavo qualcosa di diverso e non conoscevo l’autore. Di solito diffido degli esordienti, mi sono scottata troppe volte con prime opere che promettono molto e consegnano poco. Questa volta ho sbagliato i miei calcoli.
Carbone scrive con una precisione che non ti aspetti. Non spreca parole, non si perde in descrizioni inutili, va dritto dove serve andare. Torino la senti senza che te la descriva pagina per pagina, Lodovici lo capisci senza che l’autore ti spieghi chi è.
La cosa che mi ha sorpreso di più è che non ho mai avuto la sensazione di leggere “un giallo”. Ho avuto la sensazione di stare dietro a qualcuno che cerca di capire cosa è andato storto, e non solo nel caso.
Lo consiglio a chi, come me, aveva smesso di sperare negli autori italiani contemporanei.